LA NATURA DA SPETTACOLO

Procedendo da Suno verso Conturbia,contemplati dalla vista del Rosa,si percorre una via piuttosto stretta,dove il paesaggio mixa tra campi agricoli e zone boschive.a perdita d’occhio.Man mano che ci avviciniamo a Conturbia il bosco la fa da padrone da ambo i lati della carreggiata comprendendo soprattutto molte specie di fagacee, betulacee, frassini, e conifere.Non di rado al’alba e al tramonto si possono anche incontrare gruppi di cinghiali e caprioli che salutano la giornata.L’Incontro con una poderosa quercia ai margini della strada non puo non passare inosservato, si intuisce subito che ci troviamo di fronte un esemplare unico.Alla data del rilievo del 2019 presenta una circonferenza di 455cm e un’altezza di 24 metri.Questo rovere,di età approssimativa che puo arrivare fino a 200 anni,è stato iscritto nell’elenco degli alberi monumentali d’Italia, protetto e tutelato a norma di legge.La natura quando è rispettata da spettacolo.

FAM FAGACEE

I generi appartenenti a questa famiglia sono molto diversi tra loro.Sono accomunati dalla produzione di un frutto (noce) coperto da un involucro:solo in parte nel genere Quercus (la scodellina della ghianda), completamente nel genere Castanea (il riccio che ricopre la castagna) e nel genere Fagus (la faggiola).Si menzionava soprattutto del rovere (quercus petraea) che ha caratteristiche di essere una pianta caducifoglia con gemme coniche grosse e perule brune glabrescenti.La foglia è sempre picciolata,più grande di quella della farnia,lobata con lobi rotondi.La massima larghezza è nella porzione mediana.Nella ROVERELLA le foglie (di forma variabile) hanno una lobatura molto piu marcata,facilmente distinguibili da quelle del rovere e della farnia.Di seguito alcune immagini di questa specie di quercia,albero che può arrivare oltre i 20 metri d’altezza.

TORRENTI MEJA E TERDOPPIO

Nascono ambedue sulle colline novaresi,rispettivamente a Revislate e Agrate Conturbia.Mentre il primo funge da affluente all’Agogna con un corso di ca 16 chilometri,il secondo arriva a sfiorare la città di Novara prima di immettersi nella Roggia Cerana.Nell’attraversare le zone di nostro interesse,ha sicuramente più successo il torrente meja,rispetto al terdoppio che trova più fortuna a sud nelle diramazioni verso la lomellina.Di fortuna si parla in quanto la portata d’acqua rimane decisamente maggiore nella Meja,nonostante negli anni abbia subito considerevoli mutamenti, dovuti a svariati progetti a monte che ne hanno diminuito la portata media.La conseguenza di questo è facile da intuire;una riduzione notevole di fauna ittica.Ciò nonostante, non può non sfuggire come anche un torrente un pò in declino come la meja possa lo stesso alimentare nel suo percorso,varie specie di ciprinidi come cavedani e alborelle;in attesa di maggior chiarezza di come le acque a monte si disperdano.