

La salvaguardia dell'ambiente non è mai scontata

Dal parco Monte Solivo, al parco del Ticino, esiste ancora una vasta zona di interesse faunistico.Si tratta di un’area che comprende quattro comuni,che pur essendo di carattere agricolo,offrono ancora vasti spazi a zone boschive bellissime e suggestive.Tantissimi sono i percorsi segnalati con il gps dai biker,che provengono da molte province vicine per godere ancora di questi paesaggi.Un prolungamento di queste zone ai due parchi già esistenti,sarebbe sicuramente un ottima idea di tutela e protezione della fauna esistente.Agricoltura e ambiente non per forza devono scontrarsi,ma una regolamentazione adeguata potra dare benefici ad entrambi.

In territorio di Suno si aprono innumerevoli strade sterrate, che dividono varie zone faunistiche in un alternanza di colori e paesaggi di sicuro fascino.Entrando dalla zona Costabella sembrano dare il benvenuto una coppia di Poiane comuni,che controllano dall’alto il loro territorio fatto di vasti prati e boschi comprendenti soprattutto betulle, roveri e roverelle.Piuttosto comune può essere anche un incontro con lo scoiattolo rosso, che resiste ormai da tempo contro il fenomeno del disboscamento, e seguendo qualche traccia, è facile intuire il passaggio,anche numeroso, di famiglie di caprioli, che concedono solo per qualche istante la loro visione, prima di scomparire al sicuro in spazi verdi più protetti.A tal proposito speriamo di fare un aggiornamento riguardante la situazione caprioli e cinghiali con il CRAS di conturbia.Sempre presenti,attivi e competenti nella salvaguardia della fauna selvatica in queste zone.



Soprattutto nele giornate terse spazzate dai venti,dalle pianure precollinari di Suno e Vaprio si osserva il maestoso massiccio del Rosa.Un tocco scenografico in piu quando si e già immersi in un contesto naturale di sicuro effetto.Prima di incontrare però gli ambienti boschivi tipici della zona,viene spontaneo un ricordo al passato,quando si osservano lungo le strade di campagna i tipici gelsi,che servivano all’economia della zona nella produzione della seta.Infatti il Bombice del gelso si nutre proprio delle foglie di questa pianta.

GELSO BIANCO ( MORUS ALBA )
Pianta caducifoglia che può arrivare fino a 8-10 metri daltezza,la chioma rimane espansa globosa bassa.Tronco diritto sinuoso o tortuoso,ramificato dalle parti basse con corteccia brunastra,(piu chiara negli esemplari giovani),molto rugosa e irregolare con solcature e fessurazioni a strisce o a placche.Foglie semplici,alterne,con lamina cuoriforme-ovoidale o triangolare,intera,ma a volte trilobata con margine seghettato e dentato,apice acuto verde più o meno intenso.Pianta monoica con fiori unisessuati riuniti in infiorescenze maschili (armenti) e femminili (corte spighe) in marzo-aprile.Frutti sorosi dette more,giallo rosate o rossastre.(a differenza del gelso nero con colori infine sul viola-nero).Varietà: :”pendula” rami lunghi,sottili e penduli, ” macrophylla”, foglie grandi di forma lobata, ”nana” portamento compatto, ”tatarica” aspetto cespuglioso, foglie e frutti di piccole dimensioni, ”laciniata” foglie profondamente incise